La cerimonia funebre per la scomparsa dell'editore Marino Solfanelli si svolgerà Martedì 28 Gennaio alle ore 15:30 nella Cappella dell'Obitorio del Camposanto di Chieti.
Celebrerà la funzione religiosa il sac. don Ugo Carandino, dell'Istituto Mater Boni Consilii, con il rito romano antico.
Marino Solfanelli (Chieti, 17/09/1925 - 26/01/2014), è stato iscritto all'Albo dei Giornalisti dal 1957 (Tessera n. 60323) e ha ricevuto il 23 marzo 2002 una medaglia ricordo per i quarantacinque anni di iscrizione.
Dal 1955 al 1970 è stato Redattore Capo della Redazione di Chieti del quotidiano “Il Tempo”. In tempi diversi ha collaborato con i quotidiani: “Il Corriere della Sera”, “Il Gazzettino di Venezia”, “Il Mattino di Napoli”, “Il Secolo d'Italia“, “Linea”.
Esperto di Pubbliche Relazioni, Promozioni vendite, Ricerche di mercato, ha collaborato con Istituti di Ricerche, Fondi Comuni di Investimento, Assicurazioni. Negli anni Sessanta è stato consulente per le Pubbliche Relazioni della Marwin Gelber (già Camiceria Adriatica).
Esperto di editoria, nel 1961 ha fondato e diretto, sino al 1995, la Casa editrice Marino Solfanelli Editore, di rilevanza e prestigio nazionale. Successivamente ha collaborato con le Edizioni Tabula fati e Solfanelli del figlio Marco.
Ha fondato e diretto diversi periodici fra i quali “L'Alternativa” del Centro Studi Politici e Costituzionali del prof. Giacinto Auriti.
Per oltre cinquanta anni, è stato editore e direttore dell'Agenzia di informazione “ABRUZZOpress”, che ha diffuso — per le pubblicazioni abruzzesi sparse nel mondo — notizie di attualità, politica, cultura e tradizioni popolari della regione.
Ha pubblicato la silloge poetica "Lu ciòcchele", la raccolta di racconti "I racconti del cavolo" e un racconto lungo "Un amore nella bufera", più volte ristampati.
lunedì 27 gennaio 2014
venerdì 27 dicembre 2013
La fine del diritto e la società della disperazione (di Antonio Pimpini)
Il Paese che, a giusta ragione, era definito
la culla del diritto, ora è divenuto il postribolo del rovescio, lo è in tutto,
quindi anche nella macchina della giustizia.
Ancora una volta, gli interventi settoriali
e malfatti, proposti da una masnada di buoni a nulli, appaiono volti unicamente
ad impedire il soddisfacimento della sete di giustizia, addirittura facendo
apparire come conquiste di civiltà veri atti iniquità e di devastazione di
conquiste acquisite al patrimonio comune. Ma è ormai in atto un disegno criminoso
delle istituzioni e della casta (la vera
e la più pericolosa) della Magistratura, con la complicità di parte dei media,
per delegittimare tutti i presidi di garanzia del cittadino, creare uno stato
di polizia in tutti i campi, fiscale, civile, tributario, pubblica sicurezza,
prevenzione, sport.
Come se non bastasse, la privacy, o
meglio, il diritto alla riservatezza, è ormai svuotato di ogni contenuto, per
essere stato soppiantato dallo spionaggio continuo in ogni settore, dal profilo
ludico a quello finanziario, nessuno escluso.
Ma andiamo con ordine. La recente
puntata della trasmissione killer su raitre, Report, ha dedicato ampio spazio
ad una sorta di valutazione comparata (e sinceramente unilaterale, oltre che
atecnica) tra la giustizia penale italiana e quella americana e inglese (come
se dovessimo emulare esempi di paesi lontani anni luce dalla nostra cultura
giuridica e dalla civiltà in generale). In tale contesto, la lente del giustizialista
– giornalista puntava il dito sulla prescrizione del reato, descrivendola come
la causa principale – udite udite - del mal funzionamento della giustizia
italiana. Inoltre, tale istituto, di assoluta civiltà e garantismo, veniva
mostrato come abusato dai difensori e, in maniera particolare, da chi poteva
ottenere differimenti sine die perché principe del foro o plurimandatario in
cause importanti.
All’improvviso l’accorto giornalista
poneva la domanda al meraviglioso magistrato intervistato nel servizio, precisamente
se la prescrizione esisteva negli ordinamenti americano e inglese e il
magistrato intervistato cosa faceva? Immediatamente, a conferma della sua
efficienza in tempo reale, telefonava dinanzi alla telecamera ai suoi colleghi
inglesi e americano, ai quali prima chiedeva lumi sull’esistenza della
prescrizione del reato e poi sulla eventuale adozioni nei loro Paesi
dell’amnistia e dell’indulto. La risposta era ovviamente negativa per entrambe
le domande, tanto che poi si approfondiva la questione e il messaggio che si
dava al telespettatore era, peraltro espressamente invocato per il tramite di
altro tecnico del diritto del common law, la possibilità di perseguire chiunque
per qualsiasi reato e in ogni tempo, senza la presenza di questo fardello della
prescrizione. Spenta, la televisione mi sentivo assalire da una grande
preoccupazione. Gli interventi del legislatore sulla normativa sostanziale e
processuale erano, dal dopoguerra in poi, caratterizzati da isterismo, tecnica
di redazione delle norme a dir poco allegra, introduzioni di istituti ibridi e
da normative spesso contraddittorie, ma, almeno sino al 1989 – 1990, la spinta
al processo accusatorio, quale espressione principale di garanzia e presidio di
giustizia, aveva tenuto alto il profilo della tutela dell’imputato, tanto che
il meraviglioso meccanismo del codice Rocco, poteva essere soppiantato solo da
una riforma ispirata ad esigenze superiori di tutela del soggetto sottoposto a
procedimento penale. Fino ad oggi nessuno aveva mai posto in discussione le
garanzie di cui devono godere gli imputati e i meccanismi previsti dal codice
di rito per salvaguardarle.
Ma il tentativo, chiarissimo e sfrontato,
con cui si tendeva a far breccia nelle ignare coscienze dei telespettatori attraverso
l’abrogazione della prescrizione, è un chiaro tentativo di violare il diritto
di difesa e, nel contempo, l’altro, non di poco conto, di sollevare la
magistratura dal dovere di agire e lavorare nel rispetto della legge,
garantendo al massimo l’imputato (chiunque esso sia), evitando che la giustizia
si trasformi in arbitrio.
Infatti, chiunque può trovarsi
sottoposto a procedimento penale (e nella maggior parte dei casi risulterà del
tutto estraneo ai fatti), per cui la predeterminazione di un termine entro il
quale lo Stato possa sottoporlo a processo non costituisce affatto fattore
criminogeno, ma scelta di civiltà giuridica che non può essere inficiata
dall’abuso o dalle storture che possono comunque esserci nell’uso di qualsiasi
strumento e funzione, anche la più lecita e legittima. Immaginiamo cosa
accadrebbe se un soggetto dovesse subire a 50 anni un processo per aver
partecipato ad una rissa a 19 anni!
Dopo pochi giorni, il governo si
affacciava nuovamente alla ribalta con una roboante conferenza stampa, dove sfoggiava
la soluzione per il sovraffollamento delle carceri, inserendo anche alcune
chicche per il processo civile. La preoccupazione iniziale si trasforma in
stato d’ansia.
Per quanto riguarda l’ignobile
problema degli istituti di pena, a fronte di una popolazione carceraria che
eccede di circa 30.000 unità quella che le strutture riescono a contenere, si
profila una soluzione che, senza automaticità – come ha avuto modo di affermare
tronfia il ministro dell’ingiustizia e del doppio peso – potrebbe semmai
interessare 1.700 detenuti. Quindi, nessuna soluzione, la questione resta
gravissima e lo stato di chi è recluso permane al di sotto della soglia
animale.
Ma sulla giustizia civile il disegno
criminoso e liberticida del governo diviene definitiva certezza.
Ecco, in breve, le proposte confluite
nel ddl, dopo che nell’estate scorsa, erano stati aumentati i contributi per le
iscrizioni e ruolo della cause fino alla metà in più per l’appello e il doppio
per il ricorso in Cassazione.
a) Scelta del rito rimessa all’arbitrio
o eufemisticamente alla discrezionalità del Giudice, a condizione che la causa
sia di semplice soluzione. Scelta difficile, poiché tutte le cause sono
semplici se si colpisce nel segno, così come diventano difficili se si assumono
decisioni errate. L’eliminazione del principio dispositivo impedisce il
concreto esercizio del diritto di difesa anche in ordine al diritto alla prova,
poiché, se il giudice trasforma il rito, la parte non avrà più la possibilità
di recuperare sul piano istruttorio e la verità processuale, minima espressione
di giustizia sostanziale, va a farsi benedire in attesa dell’esecuzione.
b) Viene introdotto il Giudice unico
anche in II grado per determinate cause, così il controllo che consegue ad una
composizione collegiale e lo stimolo a migliore verifica diventano chimere di
tempi passati e aneliti da sopprimere;
c) Motivazione apparente e a pagamento in I grado, poiché si consente
al giudice di effettuare un semplice e mero richiamo ai fatti causa accompagnato
alla semplice indicazione delle disposizioni legislative sulla base delle quali
l’autorità giudiziaria ha deciso in un senso o nell’altro. La motivazione potrà
essere solo richiesta dalle parti, ma queste dovranno versare una quota, al
momento non chiarita né esattamente determinata, del contributo unificato per
il grado di appello, per poter comprendere le ragioni della scelta operato dal
giudice. Chissà, poi, se i proventi (estorsivi) per conoscere le ragioni di un
accoglimento o un rigetto, andranno a creare un fondo incentivante per i
Magistrati ! Penso che una scelta del genere non meriti altro appellativo per
chi l’ha approvato in sede di cdm (consiglio dei mascalzoni) di vergognarsi. E’
la fine del diritto e l’inizio del rovescio, con il definitivo riconoscimento
del potere assoluto dei giudici non più sottomessi alla legge, alla motivazione
e al controllo nei gradi successivi, ma semplicemente alle loro scelte
meramente potestative e, quindi, all’arbitrio. Il sistema dei controlli, che
garantisce lo stato democratico vale per tutti tranne per i magistrati che
decidono, però, su tutti e li segnano a vita. L’approvazione di un parlamento
non più rispondente a coscienza morale ma ad ordini di scuderia anche se questi
calpestano i diritti basilari, consentirà all’ingiustizia di fare purtroppo il
suo corso legislativo.
d) La motivazione diventa apparente e finanche
per relationem in II grado. In altri termini, in appello la Corte, che già per
alcune materie potrà decidere in composizione monocratica e nella forma della
petizione di principio come indicato nel punto b), potrà legittimamente riportarsi,
nella decisione di II grado, alle motivazioni (di per se già telegrafiche e
spesso criptiche) del giudice di prime cure, senza alcun altro adempimento!
L’abrogazione della motivazione coniugata all’insussistente fase del riesame
della decisione di I grado costituisce segnale di una barbarie giuridica che
evidentemente è seconda solo a quella morale e di onestà culturale di chi l’ha
pensata e di chi l’approverà.
e) E’ stata anche pensata l’introduzione
della condanna preventiva ad una somma di denaro per gli obblighi di facere infungibili,
in merito alla quale andrà verificato il criterio, poiché non è legittimo
consentire al giudice di creare una sanzione civile indiretta.
f) È prevista anche l’introduzione, non
si comprende come e sulla base di quali presupposti, di un accertamento tecnico
preventivo nelle materie particolarmente tecniche. La questione delicata è se
tale scelta costituisca condizione di procedibilità e, soprattutto, se l’esito
dell’accertamento condizioni la domanda. Inoltre, come creare il
contraddittorio all’interno della fase di accertamento, tenuto conto che
l’acquisizione probatoria preventiva non può essere certamente
procedimentalizzata, ma deve garantire il contraddittorio al fine di epurare
errori tecnici, che pur esistono e che dovranno essere epurati prevedendo che
l’accertamento tecnico, che sicuramente non è una sentenza che passa in
giudicato, debba avere una fase di controllo e verifica. Diversamente, l’ingiustizia
è completa, ma forse è propria questa la ratio cui tende il nostro legislatore.
g) Diverrebbe possibile, altresì, per
gli Ufficiali Giudiziari, nel momento in cui eseguono il pignoramento, accedere
alle banche dati per meglio conoscere il patrimonio del debitore. La
circostanza, pur se apprezzabile, non deve condurre all’aumento dei costi per
il soggetto procedente e comunque deve essere una scelta discrezione di
quest’ultimo, altrimenti si giungere a forme di vessazione del soggetto
creditore non soddisfatto, come è avvenuto con il famigerato istituto delle
vendite giudiziarie che, oltre ad aver spesso surrettiziamente condizionato
aste solo apparenti, ha anche costituito fonte di gravosi ed ingiustificati
costi.
Tali improvvide scelte, che –
peraltro – si aggiungono ad una gestione delle sentenze utilizzando la condanna
alle spese di lite come strumento deflattivo, così che la sentenza sbagliata
resta confermata per la paura di costi elevati in caso di appello. La finalità
di sconsigliare l’appello, facendo cadere una mannaia finanziaria pesante su
chi lo propone, non è altro che la conferma del grave disagio che viviamo,
perché chi si rivolge alla giustizia viene criminalizzato e non affiancato,
come dovrebbe essere quale logico corollario di un processo di prossimità tra
cittadino e stato.
Ai predetti rilievi deva aggiungersi
che la macchina della giustizia funziona, in verità, grazie ad un elevato
contenzioso affidato e smaltito dai Giudici di Pace, magistrati onorari, privi
di alcuna stabilità e che saranno ad horas drasticamente ridotti. Il
contenzioso affidato alla indicata magistratura onoraria non è affatto
inferiore a quello dei togati ed anzi consente una riduzione dell’aggravio per
i Tribunale mai considerato sino a fondo. Al Giudice di Pace si aggiunge la
pretora di VPO (avvocati o laureati in giurisprudenza che hanno svolto
specifiche mansioni riconosciuto come cause d’accesso alla carica onoraria) che
sgravano i PM togati dalla udienze fiume e dal lavoro in trincea e i GOT
(avvocati che si dedicano a funzioni giurisdizionali sempre onorarie e non
retribuite), che in alcuni realtà giudiziarie rappresentano la colonna portante
del Tribunale e ne consentono ancora un barlume di efficienza. Tutti questi soggetti sono i veri precari
della giustizia, anche se sino ad oggi sono stati stabilizzati con proroghe
sine die, e sono posti – in verità – al servizio del magistrato togato, poiché
ne riducono sensibilmente il lavoro consentendogli carichi di lavoro sicuramente
sostenibili.
Ebbene, a chi già ha generalmente
benefici, riconoscimenti, poche spese, tempo per se e per la famiglia e,
circostanza di una gravità assoluta, alcuna responsabilità per i propri atti
(se i Magistrati applicassero su se stessi la rigida e pesante mano
sanzionatoria derivanti dal solco giurisprudenziale attuato per i casi di
responsabilità medica, quanti ne rimarrebbero in servizio?), vogliamo anche
ritenerli per legge non obbligati a lavorare. Via la motivazione, introduzione
di sentenza prestampate con meri richiami, anche con semplici crocette, alle
norme invocate, rinvio per relationem a sentenze che già in primo grado sono
del tutto apparenti, Giudice unico in appallo e via dicendo. Diciamola tutta,
lo Stato è diventato punitivo e sanzionatorio per chi ha in animo di agire in
giudizio, contestualmente creando una mostruosa casta che lavora se, quando,
quanto e, soprattutto, come vuole, senza che alcun altro soggetto possa controllarla.
Tra breve si immetteranno i dati in un computer e, dopo pochi secondi, esce la
sentenza, così via i giudizi, gli avvocati, i cancellieri e avremo la società
degli schedati.
Se poi aggiungiamo le vessazioni del
sistema tributario e fiscale, il disservizio sistemico della pubblica
amministrazione, la fine della sovranità monetaria, la truffa del debito
pubblico, la funzione politica ridotta ad esattore di un’Europa ingorda ed
usuraia, il quadro è completo. La scusa della riduzione dell’inesistente debito
pubblico con i tagli e gli enormi costi sociali, crea l’espulsione di milioni
di persone dal livello minimo di vita: mi chiedo cosa resta dell’Italia?
Il sistema bancario che crea moneta
virtuale e indebita l’intera collettività, l’agenzia delle entrate che vessa i
cittadini ed agisce con la famigerata Equitalia in evidente conflitto
d’interessi e con una sorta di cappio al collo.
E’ la società della disperazione e
per uscirvi non può esservi altra scelta
che la rivoluzione.
Infine, il terrore mi assale, quando
ascolto il Presidente del Consiglio Letta che, per giustificare la pressione
fiscale in una della solite riunione tra i vari ministri europei, asserviti
alla grande finanza, in risposta alla giornalista che gli chiedeva come potrà essere
sopportata una pressione fiscale sempre maggiore, risponde candidamente o
malignamente: “Non possiamo mica stampare denaro” !!!
Caro Letta, ma se uno stato non
stampa denaro che senso ha? Riflettici! Poi però ho riflettuto anch’io e mi sono
domandato, ma lo ha detto perché si riconosce impotente dinanzi al sistema bancario e della grande finanza che ci domina e che
riserva il signoraggio primario alla BCE o perché non lo sa?
Il terrore ora è anche coniugato disperazione,
quella che ti prende quando capisci che il tessuto di una società è stato
minato in radice e l’indebolimento delle
coscienze è giunto fino al punto da farci accettare supinamente ogni
affermazione e decisione, anche quella che ci porterà alla fine.
A noi la scelta, accettare o
ribellarci per ritrovare la speranza di un mondo migliore.
Antonio
Pimpini
mercoledì 11 dicembre 2013
Bando del Premio John Fante Opera Prima 2014
FESTIVAL LETTERARIO ‘IL DIO DI MIO PADRE’ DEDICATO A JOHN FANTE
Torricella Peligna (Ch) - Abruzzo
Comunicato Stampa
con cortese preghiera di segnalazione
PREMIO JOHN FANTE OPERA PRIMA 2014
Il Comune di Torricella Peligna indice per il 2014 il nuovo bando del Premio John Fante Opera Prima.
Il Premio John Fante Opera Prima è un concorso che si inserisce all’interno del Festival letterario ‘Il Dio di mio padre’ dedicato allo scrittore italoamericano originario di Torricella Peligna, con l’intento di sostenere e valorizzare le opere degli scrittori esordienti italiani.
Il premio prende spunto dalle vicende di Arturo Bandini, il giovane aspirante scrittore protagonista dei romanzi più importanti di John Fante, da "Chiedi alla polvere" a "La strada per Los Angeles".
Sarà assegnato il Premio John Fante Opera Prima 2014 a un romanzo o una raccolta di racconti di uno scrittore esordiente. Il libro concorrente dev’essere un’opera prima scritta in lingua italiana ed edita in Italia nel corso dei dodici mesi precedenti il bando. La scadenza per la presentazione delle opere è stata fissata al 28 febbraio 2014. La premiazione si terrà la prossima estate durante la IX edizione del Festival letterario "Il Dio di mio padre" dedicato a John Fante, organizzato dal comune di Torricella Peligna, con la direzione artistica di Giovanna Di Lello.
La Giuria tecnica è composta dal presidente Francesco Durante (critico letterario ed esperto di letteratura italoamericana), Lucilla Sergiacomo (critico letterario) e Masolino D'Amico (critico letterario). La preselezione è a cura di un Comitato presieduto da Mario Cimini (docente di Letteratura italiana, Univ. G. D'Annunzio di Chieti).
Il bando è scaricabili dal sito www.johnfante.org
martedì 8 ottobre 2013
Novità editoriale: GENTILE E LA PSICOLOGIA di Lino Di Stefano (Edizioni Solfanelli)
Questo saggio pone l'accento - sperando di colmare la
lacuna - su un aspetto, forse, poco conosciuto della produzione gentiliana e,
cioè, quello relativo al problema della psicologia. Ciò, perché se è vero che
il filosofo ha redatto opere di grande valore speculativo, è altrettanto certo
che pochi studiosi hanno affrontato la questione "Gentile psicologo".
Questi, grande pensatore - il maggiore del Novecento - è stato anche un insigne
pedagogista, un illustre storico della filosofia, un acuto critico letterario e
un dotato psicologo. E sebbene non abbia scritto un'opera specifica
sull'argomento, è giocoforza riconoscere che egli in Teoria generale dello
spirito come atto puro - in particolare in Sommario di pedagogia come scienza
filosofica - in Difesa della filosofia e in La riforma dell'educazione, ha
dimostrato, in molte pagine, la propria competenza in materia. Da lui vista per
un verso, come scienza legata alla filosofia - di cui tra l'altro, insieme con
la sociologia è figlia - e, per l'altro, come dottrina empirica. Alcune pagine
sono dedicate anche ai temi del subconscio e dell'inconscio, a dimostrazione
che il filosofo possedeva una preparazione completa in tali campi con autori
citati sempre di prima mano.
GENTILE E LA PSICOLOGIA
Edizioni Solfanelli
[ISBN-978-88-7497-831-1]
Pagg. 64 - € 7,00
http://www.edizionisolfanelli.it/gentileelapsicologia.htm
Edizioni
[ISBN-978-88-7497-831-1]
Pagg. 64 - € 7,00
http://www.edizionisolfanelli.it/gentileelapsicologia.htm
Novità editoriale: GABRIELE D'ANNUNZIO NELLE LETTERE A GIANCARLO MARONI (1936) di Ruggero Morghen (Edizioni Solfanelli)
Gabriele
D'Annunzio nelle lettere a GianCarlo Maroni 1936. È l'anno della
guerra d'Africa, dell'Agro redento, dei Littoriali e degli Agonali, mentre si
celebra il decennale dell'Opera Barilla e il 13° della costituzione della Regia
aeronautica. Due premi Nobel - Pirandello e la Deledda - muoiono; ad
Arequipa in Perù nasce Vargas Llosa, che riceverà il Nobel nel 2010.
Mussolini annuncia il piano regolatore dell'economia e la
riforma costituzionale. Galeazzo Ciano è ministro degli esteri, Lessona delle colonie, Lantini delle corporazioni. Alla stampa
e propaganda va Dino Alfieri, cui d'Annunzio
invia tramite il fidato Maroni alcuni "messaggi".
Un altro messaggio il fante carsico pescarese invia proprio al fante rivano GianCarlo Maroni, "magister de vivis lapidibus", collaboratore e fratelmo, il "custode del fuoco" in grado di parlargli delle vie terrestri e di quelle celate.
Un altro messaggio il fante carsico pescarese invia proprio al fante rivano GianCarlo Maroni, "magister de vivis lapidibus", collaboratore e fratelmo, il "custode del fuoco" in grado di parlargli delle vie terrestri e di quelle celate.
A maggio, tramite un medium, la Duse rassicura il poeta
dall'aldilà: gli spiriti non soffrono la gelosia. Il Giro d'Italia fa tappa a
Gardone. Vince Bartali, premiato da
d'Annunzio senza entusiasmo. «Io stimo questa pubblicità - scrive - una
Calamità.»
Prosegue frattanto la sua fitta corrispondenza con
l'architetto Maroni. Ecco, nelle lettere, la costruzione di Schifamondo, il
laborioso restauro della casa natale di Pescara, il dolce parrozzo di Luigi
D'Amico offerto ai familiari di GianCarlo. Ecco i pellegrinaggi al Vittoriale.
Dentro la cerchia triplice di mura, dove - come scrisse il poeta - «tradotto è
in pietre vive quel libro religioso ch'io mi pensai preposto ai riti della
Patria.»
Ruggero Morghen
GABRIELE D'ANNUNZIO
NELLE LETTERE A GIANCARLO MARONI (1936)
Edizioni Solfanelli
[ISBN-978-88-7497-795-6]
Pagg. 120 - € 10,00
http://www.edizionisolfanelli.it/dannunzioemaroni1936.htm
Edizioni Solfanelli
[ISBN-978-88-7497-795-6]
Pagg. 120 - € 10,00
http://www.edizionisolfanelli.it/dannunzioemaroni1936.htm
Novità editoriale: VERDI. IL TEATRO DEL DOLORE di Mario Dal Bello (Edizioni Solfanelli)
A 200 anni dalla nascita, la musica di Giuseppe Verdi
è più viva che mai. Le sue opere vengono rappresentate in tutto il mondo. Ma
chi era in effetti l'uomo che Rossini definiva "il compositore col
casco", per via della irruenza delle sue melodie e altri l'"Orso di
Busseto", per il carattere difficile? Per molti Verdi è solo il compositore
del Risorgimento nazionale, l'autore di "Va' pensiero".-
L'uomo, in realtà, ci sfugge. Riservato come pochi,
Verdi ha avvolto spesso la sua vita privata di un alone di mistero. Per fortuna
è rimasta la musica.
Mario Dal Bello, ne ripercorre le tappe, analizzando
il suo "teatro del dolore", dove le vicende dell'uomo vengono
accostate e raccontate con un sentimento di profonda comprensione, di autentica
pietas. Ne emerge - come scrive nell'introduzione il critico Enrico Girardi -
alla fine la sensazione di "saperne di più anche sull'uomo Verdi" e
non solo sulla sua straordinaria avventura artistica. La quale continua a
commuoverci, perché - come ha scritto d'Annunzio - Verdi ha "pianto ed amato
per tutti".
Mario Dal
Bello, scrittore e giornalista, è
critico d'arte musica e di cinema. Ha insegnato letteratura italiana in Italia
e all'estero. Dal 1990 al 2012 è stato responsabile dell'Arte e spettacolo
della rivista "Città Nuova". Collabora con riviste ed eventi
culturali sia nazionali che internazionali.
Fra le sue pubblicazioni più recenti: "Inquieti,
i giovani nel cinema italiano del duemila" (Effatà, Cantalupa 2009),
"Le famiglie italiane sullo schermo" (La Scuola , Brescia 2011),
"La Bibbia
di Caravaggio" (Schnell & Steiner, Regensburg 2010), "Lorenzo
Lotto, un incontro" (Libreria Editrice Vaticana, Roma 2011) e
"Tintoretto, le visioni" (Libreria Editrice Vaticana, Roma 2012);
"La leggenda nera. I Borgia" (Città Nuova, Roma 2012) e "Gli
ultimi giorni dei Templari" (Città Nuova, Roma 2013).
Mario Dal Bello
VERDI. Il teatro del dolore
Prefazione di Edda Silvestri
Presentazione di Enrico Girardi
Edizioni Solfanelli
[ISBN-978-88-7497-826-7]
Pagg. 136 - ? 12,00
http://www.edizionisolfanelli.it/verdi.htm
VERDI. Il teatro del dolore
Prefazione di Edda Silvestri
Presentazione di Enrico Girardi
Edizioni Solfanelli
[ISBN-978-88-7497-826-7]
Pagg. 136 - ? 12,00
http://www.edizionisolfanelli.it/verdi.htm
Sulmona: “Biblio Days”, 7 giorni di apertura no-stop
Sulmona, alla Biblioteca
"G. Capograssi" dell'Agenzia Regiona-le per la Promozione Culturale
“Biblio Days”, 7 giorni di
apertura no-stop
Dal 7 al 13 ottobre a Sulmona, la Biblioteca "G.
Capograssi" dell'Agenzia Regionale per la Promozione Culturale
(piazza Venezuela n. 4), organizza BIBLIO DAYS, 7 giorni di apertura no-stop,
dalle 9,00 alle 19,00, con iniziative, incontri, letture e tanto altro.
Programma:
7 ottobre lunedì - Con il bibliotecario alla scoperta della
biblioteca - 8 ottobre martedì - Con il bibliotecario alla scoperta della
biblioteca. Ore 11,00 – Presenta-zione della Mostra dell'editoria abruzzese
dedicata a Gabriele D'annunzio in occasione del 150° anniversario dalla sua
nascita D'Annunzio "Popolare": Lucio
D'Arcangelo e Marco Tornar,
esperti dannunziani, incontrano gli studenti e gli insegnanti delle Scuole
Superiori
Ore 17,00
"D'Annunzio ad alta voce" - Diana
Cianchetta legge le lettere inedite di Gabriele D'Annunzio con armonie
musicali a cura di Maria Cristina
Solfanelli (cantante) e Yuri Sablone (al pianoforte).
9 ottobre mercoledì - Con il bibliotecario alla scoperta della
biblioteca - Ore 16,00 - BiblioCinema: "La meglio gioventù" (2003),
di M.T. Giordana
10 ottobre giovedì - Con il bibliotecario alla scoperta della
biblioteca - Ore 16,00 - BiblioCinema: "La migliore offerta" (2013),
G. Tornatore
11 ottobre venerdì - Con il bibliotecario alla scoperta della
biblioteca - - Ore 9,30/11,30 - BiblioBimbi: Leggere e giocare in biblioteca
con gli alunni della Scuola Primaria
12 ottobre sabato -- Con il bibliotecario alla scoperta della
biblioteca - ore 17,00 - Convegno "Il futuro delle biblioteche" ne
parliamo con Antonella Agnoli
(esperta di Biblioteche), Walter
Capezzali (Presidente della Deputazione Abruzzese di Storia Patria), Terzio Di Carlo (Bibliotecario), Tito Vezio Viola (Presidente AIB
Abruzzo), Paolo Antonetti (Dirigente
Regionale del Servizio Beni ed Attività Culturali), Francesco Tentarelli (Soprintendente Regionale ai Beni Librari),
Luigi De Fanis (Assessore alla Cultura - Regione Abruzzo)
13 ottobre domenica - Con il bibliotecario alla scoperta della
biblioteca - Ore 17,00 - Caffè letterario "Omaggio a Capograssi". Diana Cianchetta legge "Pensieri a
Giulia" di Giuseppe Capograssi con intermezzi musicali di Massimo Pacella.
Apertura no-stop della Biblioteca dalle ore 9,00 alle
19,00
Contatti e info:
AGENZIA PROMOZIONE CULTURALE, Piazza Venezuela, 4 -
67039 SULMONA
Tel e Fax 0864 - 34833 - Fax 0864-32191
Tel e Fax 0864 - 34833 - Fax 0864-32191
lunedì 7 ottobre 2013
NOTTURNI LETTERARI alla Libreria Libernauta (Pescara): Venerdì 11 Ottobre con GIOVANNI D'ALESSANDRO
Venerdì 11 Ottobre (ore 21:00) primo appuntamento con i NOTTURNI LETTERARI, una rassegna che si svolgerà ogni secondo venerdì del mese (da Ottobre 2013 a Giugno 2014) con i più importanti scrittori abruzzesi.
Il primo incontro, che avrà come protagonista lo scrittore Giovanni D'Alessandro, si svolgerà in due tempi: il primo è dedicato alla "Prefazione delle mie opere future", in cui lo scrittore narrerà brani di una delle sue opere in fase di scrittura; nel secondo tempo: "Leggere un classico", lo stesso scrittore ci inviterà alla riscoperta di un classico, sempre attraverso la narrazione e lettura di alcuni brani.
Tra il primo e il secondo tempo verranno distribuiti generi di conforto...
Libreria Libernauta
Via Teramo n. 27 - Pescara
Il primo incontro, che avrà come protagonista lo scrittore Giovanni D'Alessandro, si svolgerà in due tempi: il primo è dedicato alla "Prefazione delle mie opere future", in cui lo scrittore narrerà brani di una delle sue opere in fase di scrittura; nel secondo tempo: "Leggere un classico", lo stesso scrittore ci inviterà alla riscoperta di un classico, sempre attraverso la narrazione e lettura di alcuni brani.
Tra il primo e il secondo tempo verranno distribuiti generi di conforto...
Libreria Libernauta
Via Teramo n. 27 - Pescara
Novità editoriale: LILITH, di Salvator Gotta (Edizioni Solfanelli)
La delicata ed intensa descrizione di una storia
d'amore, mai dimenticata, tra il protagonista ed una donna che in tutte le sue
espressioni di vita ricorda "Lilith" (di qui il titolo) la prima
moglie di Adamo (Genesi 1.27). Una donna decisa a vivere la propria vita in
assoluta libertà ed autonomia: dalla esuberanza dei sensi, alla gestione della
rinuncia fino all'accettazione del dolore più grande. affrontato con dignità e
rassegnazione.
Una figura femminile contrapposta ad un'altra (la
moglie del protagonista) tradizionalmente dedita e sottomessa fin quasi a
divenire ombra armonica e fluttuante nei confronti del proprio marito, così
come ogni "brava" compagna deve essere secondo la figura della più
nota moglie di Adamo: "Eva" (Genesi 2.18)
Salvator
Gotta (Montalto Dora, 18 maggio 1887
- Rapallo, 7 giugno 1980), laureato all'Università di Torino, esordì nella
produzione letteraria con "Pia" (1912), "La porta del
cielo" (1913), "Ragnatele" (1915), anno in cui si arruolò
volontario fra gli alpini. Da questa esperienza trasse nel 1926 il romanzo per
ragazzi "Il Piccolo Alpino", che ebbe grande successo.
Scrisse anche sceneggiature per il cinema e opere
teatrali come "Mille lire" (1923) e "La damigella di Bard"
(1936). Continuò a scrivere, anche nel dopoguerra, romanzi di evasione, ormai
dimenticati.
Divenne popolarissimo tra gli adolescenti negli anni
Sessanta e Settanta perché teneva una rubrica di domande e risposte sul
settimanale a fumetti "Topolino" e per i suoi romanzi storici sul
Risorgimento. Fu influenzato dai veristi e da Antonio Fogazzaro. A Fogazzaro,
Giacosa e a Gozzano dedicò un suo libro autobiografico, "Tre maestri"
(1976). La sua autobiografia è contenuta nel libro "L'almanacco di
Gotta".
Salvator Gotta
LILITH
Edizioni Solfanelli
[ISBN-978-88-7497-794-9]
Pagg. 176 - € 12,00
http://www.edizionisolfanelli.it/lilith.htm
domenica 6 ottobre 2013
La Cultura fa Economia - La crisi dell'editoria. Proposte e soluzioni
A
cura dell'Associazione culturale ITALFIDA e dell'Associazione Editori Abruzzesi
Un Convegno su “LA CULTURA FA ECONOMIA La
crisi dell'editoria. Proposte e soluzioni per l'Abruzzo”, si terrà a Lanciano Venerdì
4 Ottobre 2013 - Ore 17:30, presso il Palazzo degli Studi, in Corso Trento e
Trieste n. 72
In questo contesto di crisi la funzione editoriale
rischia di limitarsi alla confezione e al commercio di beni di consumo senza
più mettersi in discussione, senza più dichiararsi e soprattutto perdendo di
vista il libro: la più radicale, necessaria e mutevole manifestazione della
capacità dell'uomo di interrogarsi.
Dopo il saluto del Sindaco di Lanciano, dott. MARIO
PUPILLO interverranno:
GIOVANNI LEGNINI, Sottosegretario della Presidenza del Consiglio con delega all'Editoria
MAURO TEDESCHINI, Direttore editoriale de "Il Centro"; NICOLETTA DI GREGORIO, Vice-Presidente della Fondazione Pescara-Abruzzo; MARCO SOLFANELLI, Presidente dell'Associazione Editori Abruzzesi; EMILIO NASUTI, Presidente Commissione Bilancio della Regione Abruzzo; ANILA HANXHARI, Presidente dell'Associazione culturale Italfida.
GIOVANNI LEGNINI, Sottosegretario della Presidenza del Consiglio con delega all'Editoria
MAURO TEDESCHINI, Direttore editoriale de "Il Centro"; NICOLETTA DI GREGORIO, Vice-Presidente della Fondazione Pescara-Abruzzo; MARCO SOLFANELLI, Presidente dell'Associazione Editori Abruzzesi; EMILIO NASUTI, Presidente Commissione Bilancio della Regione Abruzzo; ANILA HANXHARI, Presidente dell'Associazione culturale Italfida.
Il convegno sarà oggetto di dibattito da parte di
personalità autorevoli delle Istituzioni e dell'Università.
http://editoriabruzzesi.blogspot.it/2013/09/la-cultura-fa-economia-lanciano-venerdi.html
http://editoriabruzzesi.blogspot.it/2013/09/la-cultura-fa-economia-lanciano-venerdi.html
sabato 5 ottobre 2013
BIBLIO DAYS - Sulmona dal 7 al 13 ottobre 2013
Dal 7 al 13 ottobre la Biblioteca “G. Capograssi”
dell’Agenzia Regionale per la Promozione Culturale (piazza Venezuela n. 4 -
Sulmona) organizza BIBLIO DAYS, 7 giorni di apertura no-stop, dalle 9,00 alle
19,00, con iniziative, incontri, letture e tanto altro.
Programma
7 ottobre lunedì
- Con il bibliotecario alla scoperta della biblioteca
8 ottobre martedì
- Con il bibliotecario alla scoperta della biblioteca
— Ore 11,00 - Presentazione della Mostra dell’editoria
abruzzese dedicata a Gabriele D’annunzio in occasione del 150° anniversario
dalla sua nascita
D’Annunzio “Popolare”:
Lucio D’Arcangelo e Marco Tornar, esperti dannunziani, incontrano gli studenti
e gli insegnanti delle Scuole Superiori
— Ore 17,00
“D’Annunzio ... ad alta voce”
Diana Cianchetta legge le lettere inedite di Gabriele
D’Annunzio con armonie musicali a cura di Maria Cristina Solfanelli e Yuri
Sablone
9 ottobre mercoledì
- Con il bibliotecario alla scoperta della biblioteca
— Ore 16,00 - BiblioCinema: “La meglio gioventù” (2003), di M.T. Giordana
10 ottobre giovedì
- Con il bibliotecario alla scoperta della biblioteca
— Ore 16,00 - BiblioCinema: “La migliore offerta” (2013), G. Tornatore
11 ottobre venerdì
- Con il bibliotecario alla scoperta della biblioteca
— Ore 9,30/11,30 - BiblioBimbi:
Leggere e giocare in biblioteca con gli alunni della Scuola Primaria
12 ottobre sabato
- Con il bibliotecario alla scoperta della biblioteca
— ore 17,00 - Convegno “Il
futuro delle biblioteche” ne parliamo con Antonella Agnoli (esperta di
Biblioteche), Walter Capezzali (Presidente della Deputazione Abruzzese di
Storia Patria), Terzio Di Carlo (Bibliotecario), Tito Vezio Viola (Presidente
AIB Abruzzo), Paolo Antonetti (Dirigente Regionale del Servizio Beni ed
Attività Culturali), Francesco Tentarelli (Soprintendente Regionale ai Beni
Librari), Luigi De Fanis (Assessore alla Cultura - Regione Abruzzo)
13 ottobre domenica
- Con il bibliotecario alla scoperta della biblioteca
— Ore 17,00 - Caffè letterario “Omaggio a Capograssi”: Diana Cianchetta legge “Pensieri a Giulia” di Giuseppe Capograssi con intermezzi musicali
di Massimo Pacella
Apertura no-stop della Biblioteca dalle ore 9,00 alle 19,00
Contatti e info:
AGENZIA PROMOZIONE CULTURALE
Piazza Venezuela, 4 - 67039 SULMONA
Tel e Fax 0864 – 34833 – Fax 0864-32191
rosa.giammarco@regione.abruzzo.it
apcsulmona@regione.abruzzo.it
venerdì 4 ottobre 2013
mercoledì 2 ottobre 2013
martedì 1 ottobre 2013
La Cultura fa Economia - La crisi dell'editoria. Proposte e soluzioni
A
cura dell'Associazione culturale ITALFIDA e dell'Associazione Editori Abruzzesi
LANCIANO, 1 Ottobre ’13 - Un Convegno su “LA CULTURA FA ECONOMIA La
crisi dell'editoria. Proposte e soluzioni per l'Abruzzo”, si terrà a Lanciano Venerdì
4 Ottobre 2013 - Ore 17:30, presso il Palazzo degli Studi, in Corso Trento e
Trieste n. 72
In questo contesto di crisi la funzione editoriale
rischia di limitarsi alla confezione e al commercio di beni di consumo senza
più mettersi in discussione, senza più dichiararsi e soprattutto perdendo di
vista il libro: la più radicale, necessaria e mutevole manifestazione della
capacità dell'uomo di interrogarsi.
Dopo il saluto del Sindaco di Lanciano, dott. MARIO
PUPILLO interverranno:
GIOVANNI LEGNINI, Sottosegretario della Presidenza del Consiglio con delega all'Editoria
MAURO TEDESCHINI, Direttore editoriale de "Il Centro"; NICOLETTA DI GREGORIO, Vice-Presidente della Fondazione Pescara-Abruzzo; MARCO SOLFANELLI, Presidente dell'Associazione Editori Abruzzesi; EMILIO NASUTI, Presidente Commissione Bilancio della Regione Abruzzo; ANILA HANXHARI, Presidente dell'Associazione culturale Italfida.
GIOVANNI LEGNINI, Sottosegretario della Presidenza del Consiglio con delega all'Editoria
MAURO TEDESCHINI, Direttore editoriale de "Il Centro"; NICOLETTA DI GREGORIO, Vice-Presidente della Fondazione Pescara-Abruzzo; MARCO SOLFANELLI, Presidente dell'Associazione Editori Abruzzesi; EMILIO NASUTI, Presidente Commissione Bilancio della Regione Abruzzo; ANILA HANXHARI, Presidente dell'Associazione culturale Italfida.
Il convegno sarà oggetto di dibattito da parte di
personalità autorevoli delle Istituzioni e dell'Università.
http://editoriabruzzesi.blogspot.it/2013/09/la-cultura-fa-economia-lanciano-venerdi.html
http://editoriabruzzesi.blogspot.it/2013/09/la-cultura-fa-economia-lanciano-venerdi.html
domenica 29 settembre 2013
Convegno: LA CULTURA FA ECONOMIA (Lanciano, venerdì 4 ottobre 2013, ore 17:30)
L'Associazione culturale ITALFIDA, in collaborazione con l'ASSOCIAZIONE EDITORI ABRUZZESI, organizza
VENERDÌ 4 OTTOBRE 2013 - ORE 17:30
presso il Palazzo degli Studi di LANCIANO
Corso Trento e Trieste n. 72
il Convegno
LA CULTURA FA ECONOMIA
La crisi dell'editoria. Proposte e soluzioni per l'Abruzzo
In questo contesto di crisi la funzione editoriale rischia di limitarsi alla confezione e al commercio di beni di consumo senza più mettersi in discussione, senza più dichiararsi e soprattutto perdendo di vista il libro: la più radicale, necessaria e mutevole manifestazione della capacità dell'uomo di interrogarsi.
Dopo il saluto del Sindaco di Lanciano, dott. MARIO PUPILLO interverranno:
GIOVANNI LEGNINI, Sottosegretario della Presidenza del Consiglio con delega all'Editoria
MAURO TEDESCHINI, Direttore editoriale de "Il Centro"
NICOLETTA DI GREGORIO, Vice-Presidente della Fondazione Pescara-Abruzzo
MARCO SOLFANELLI, Presidente dell'Associazione Editori Abruzzesi
EMILIO NASUTI, Presidente Commissione Bilancio della Regione Abruzzo
ANILA HANXHARI, Presidente dell'Associazione culturale Italfida
Il convegno sarà oggetto di dibattito da parte di personalità autorevoli delle Istituzioni e dell'Università.
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