giovedì 2 aprile 2015

PREMIO DELL’EDITORIA ABRUZZESE - CITTÀ DI ROCCAMORICE (Scadenza 31/05/2015)

PREMIO DELL’EDITORIA ABRUZZESE - CITTÀ DI ROCCAMORICE

Bando di concorso

Scadenza 31 maggio 2015

1. La municipalità di Roccamorice e l’Associazione Editori Abruzzesi organizzano la seconda edizione del “Premio dell’Editoria Abruzzese - Città di Roccamorice” riservato a opere di narrativa, poesia e saggistica, edite dalle case editrici abruzzesi aderenti all’Associazione Editori Abruzzesi (Artemia, Costa, Demian, Di Felice, Galaad, GBU, Ianieri, Le matite colorate, Marte, Menabò, Meta, Noubs, One Group, Psiconline, Sala, Solfanelli, Tabula, Tabula fati, Tracce e Verdone).

2. Possono concorrere al “Premio dell’Editoria Abruzzese - Città di Roccamorice” le opere edite nel periodo compreso dal 1° gennaio 2014 al 31 maggio 2015.

3. Sezioni:
a) Libro di autore abruzzese (*) di Narrativa – Poesie – Saggistica
b) Libro di autore non abruzzese di Narrativa – Poesia – Saggistica
pubblicati da un editore iscritto all’Associazione Editori Abruzzesi (**)

4. Premi:
- nella Sezione a) sono previsti Premi per le opere classificate nei primi 3 posti di ciascuna categoria
- nella Sezione b) sono previsti Premi solo per le opere vincitrici di ciascuna categoria.

5. La Giuria (nominata esclusivamente dalla municipalità di Roccamorice) individuerà a proprio insindacabile giudizio i finalisti e vincitori di ciascuna categoria.

6. La comunicazione ai Finalisti della Sezione a) e dei Vincitori della Sezione b) verrà data almeno 15 giorni prima del giorno di premiazione. La proclamazione dei vincitori della Sezione a) avverrà solo nel corso della cerimonia di premiazione di domenica 2 agosto 2015.

7. La Giuria del Premio, d’intesa con gli Enti promuoventi, potrà assegnare Premi speciali a quanti si siano distinti nella promozione e diffusione della cultura e dell’editoria abruzzese, nelle categorie della musica, del teatro, della cinematografia, delle arti scultoree, pittoriche e fotografiche, del giornalismo e della politica.

8. La manifestazione della Presentazione e Premiazione delle opere e autori finalisti avverrà in 2 giorni.
Nel primo giorno (sabato 1° agosto 2015, alle ore 18:00) verranno presentate le opere finaliste della Sezione a) e i vincitori della Sezione b); le presentazioni permetteranno al pubblico di conoscere gli autori e le opere selezionate.
Nel secondo giorno (domenica 2 agosto 2015, alle ore 18:00) si svolgerà la cerimonia di Premiazione.

9. I tre finalisti delle categorie della Sezione a) riceveranno come premio una Targa per il Vincitore e diplomi per i 2 restanti finalisti; i vincitori della Sezione b) riceveranno come premio una Targa e l’ospitalità per i 2 giorni della manifestazione.

10. Le opere finaliste e vincitrici potranno apporre una fascetta sulle proprie opere con la dicitura “Vincitore del Premio dell’Editoria Abruzzese - Città di Roccamorice 2015 – Sezione ……………………” oppure “Finalista del Premio dell’Editoria Abruzzese - Città di Roccamorice 2015 – Sezione …………………………”

11. Per la partecipazione al Premio gli editori e/o gli autori dovranno inviare alla Segreteria del Premio 3 (tre) copie delle opere con le quali intendono partecipare entro il 31 maggio 2015, con allegato la scheda di partecipazione da richiedere alla Segreteria del Premio (premioroccamorice@gmail.com) o all’Associazione Editori Abruzzesi (editoriabruzzesi@gmail.com). Successivamente verranno richieste ulteriori 3 (tre) copie solo per le opere che avranno superato la prima selezione.

12. La manifestazione e la premiazione avrà luogo a Roccamorice nei giorni  1 e 2 agosto 2015. Condizione imprescindibile per l’attribuzione dei premi è la presenza degli scrittori finalisti e vincitori alla manifestazione di presentazione degli autori e delle opere di sabato 1° agosto 2015 (alle ore 18:00) e alla cerimonia di premiazione di domenica 2 agosto 2015 (alle ore 18:00).

13. La partecipazione al Premio da parte di editori e autori implica l’accettazione delle norme del bando.

Segreteria del Premio
Palazzo Municipale
Via de Horatiis
65020 ROCCAMORICE (PE)



(*) Per autori abruzzesi intendesi nati o residenti in Abruzzo.


(**) Editori iscritti all’Associazione Editori Abruzzesi: Artemia, Costa, Demian, Di Felice, Galaad, GBU, Ianieri, Le matite colorate, Marte, Menabò, Meta, Noubs, One Group, Psiconline, Sala, Solfanelli, Tabula, Tabula fati, Tracce e Verdone.

lunedì 29 settembre 2014

Poesia e Impresa (Mercoledì d’autore) con Dante Marianacci – Lanciano, 1° Ottobre - ore 20.00

ASCOM - ABRUZZO torna a Lanciano con POESIA e IMPRESA, presso l'OTTICA ORLANDO SALMOIRAGHI VIGANO' di ORLANDO UMBERTO (C. Trento e Trieste n. 117 - Lanciano), alle ore 20.00.
Carattere dinamico e azienda di successo.  L’identità decisa e attuale si riflette nel negozio realizzato con design d'avanguardia di grande impatto stilistico.

Sarà presentato il libro “SCONFINAMENTI" di Dante Marianacci.
Coordina l’evento Rolando D’Alonzo.


Dante Marianacci è nato ad Ari, in provincia di Chieti, è vissuto a lungo a Pescara e da 25 anni gira il mondo come dirigente culturale del Ministero degli Affari Esteri. Consigliere culturale dell’Ambasciata d’Italia, direttore l'Istituto Italiano di Cultura di Vienna e coordinatore d’Area (Innsbruck e Zurigo). È inoltre uno degli otto direttori designati a rappresentare gli altri 90 direttori degli Istituti alle Conferenze dei Direttori organizzate dal Ministero degli Affari Esteri a Roma. Poeta, narratore e saggista, tradotto in diverse lingue, giornalista pubblicista. Il Ministro della Cultura ungherese lo ha insignito della medaglia “Pro Cultura Hungarica”, il massimo riconoscimento ungherese per la cultura e il Presidente Napolitano delle onorificenze di Cavaliere della Repubblica e di Commendatore dell’Ordine della Solidarietà. Di recente ha ricevuto il premio come miglior Consigliere culturale straniero in Egitto per gli anni 2012-2013.


Ascom Abruzzo con il Format di successo “Poesia e Impresa” ha individuato nell’impresa un territorio neutrale, un luogo nuovo strategico dove azzerare le diffidenze, dove produrre coraggio e visione, dove costruire legami sociali tra impresa e cultura, un rapporto stabile, a due vie, dove entrambi i partner contribuiscono al benessere reciproco, trasformando la ricchezza culturale in ricchezza economica. La cultura può rappresentare una leva strategica di competitività per le imprese e l'intero Paese, aprendo porte sconosciute di dialogo a dimostrazione di come l'investimento culturale, quando è guidato da chiare linee strategiche, possa dare valori universalmente riconosciuti e condivisi, qualificando e ampliando la rete di rapporti relazionali interni ed esterni dell'impresa.

martedì 19 agosto 2014

Presentazione: RASULANNE di Marcello Marciani (San Salvo, mercoledì 20 agosto, ore 20:00)

Ascom Abruzzo presenta Poesia e Impresa (i Mercoledì d’Autore)
a San Salvo, il 20 agosto, alle ore 21.00, presso il ristorante PRISCILLA di Antonio Posata (Lido Happy Days, Via C. Colombo – 6, Lungomare), presentazione del libro RASULANNE, volume di poesia di Marcello Marciani.
Coordina l’evento Rolando D’Alonzo. 

Appena edito, ha vinto l'importante Premio Città di Ischitella-Pietro Giannone, prevalendo su 52 sillogi di altri autori dialettali.
Marcello Marciani è autore di diverse raccolte di poesie, vincitore di numerosi premi letterari ed è presente in riviste e antologie italiane e statunitensi con componimenti in italiano e in dialetto.




Ascom – Abruzzo vuole pensare in modo sensibile alle imprese del territorio mettendo i valori dell’uomo e dell’ambiente al centro di tutte le strategie aziendali anche attraverso “Poesia e Impresa” e “l’evoluzione della comunicazione”. Vogliamo favorire l’integrazione tra cultura d’impresa e cultura artistica intese come senso di responsabilità e condivisione in perfetto equilibrio tra etica e estetica.
Se la cultura si svaluta, essa esaurisce il proprio compito e non è in grado di esercitare quella straordinaria funzione di produttrice di senso e di identità. È dalla meraviglia che nasce nell’uomo la curiosità intellettuale. Il compito della cultura è ricreare la coscienza all’uomo e aprire la strada all’impresa ad una nuova idea di mercato e a nuovi condizioni di sviluppo economico. È la cultura che fa mercato, non sono i mercati a determinare la cultura. Serve una rivoluzione esistenziale interiore e non è realistico poter puntare a una ripresa e uscita della crisi se non si ritorna a coniugare la cultura all’impresa. Ma un libro quale impatto potrebbe avere nella società? Un libro smuove le cose, apre una breccia nella società dormiente e ipnotizzata al culto dell’arrivismo sociale, spiana la strada ad una nuova generazione pensante e operante fino a produrre un ponderoso cambiamento sociale.

giovedì 7 agosto 2014

I SENTIERI DELLO SVILUPPO TURISTICO NEI TERRITORI LENTI DELLA MAJELLA - LONTANO DAI LUOGHI COMUNI

SABATO 9 AGOSTO 2014 DALLE ORE 15:30

presso “LO CHALET” di PASSO TETTONE DI ROCCAMORICE - tra Passolanciano e Blockhaus (quota 1650 s.l.m.) - di fronte Hotel Mammarosa - 


Convegno:

I SENTIERI DELLO SVILUPPO TURISTICO NEI TERRITORI LENTI DELLA MAJELLA - LONTANO DAI LUOGHI COMUNI


PROGRAMMA

Alessandro D'Ascanio (storico)
Sindaco del Comune di Roccamorice
ROCCAMORICE STORIA E FUTURO

Sabrina Simone (Sindaco di Pretoro)
SINERGIA TRA VERSANTI MONTANI

David Ferrante (sociologo)
L’ESCURSIONISMO QUALE ESPERIENZA SLOW

Dino D’Alessandro (Parco Nazionale della Majella)
LE APP PER LE ESCURSIONI

Daniele Berardi (formatore guide ambientali ed escursionistiche)
PREPARAZIONE ALL’ESCURSIONISMO

Fabio Ferrante (soccorritore)
Presidente Associazione di Promozione Sociale OCRES
NOZIONI BASE DI PRIMO SOCCORSO IN MONTAGNA

Francesco Iubatti (titolare della "Majelletta We")
D’INVERNO, MA NON SOLO, SULLA MAIELLA

Silvia Scorrano (docente universitario)
I SENTIERI DELLE ACQUE SACRE D'ABRUZZO

Nicoletta Travaglini (antropologa)
IL GRAAL IN ABRUZZO

Francesco Palumbo (consigliere delegato del Comune di Roccamorice)
IL VALORE TURISTICO DELLA TRADIZIONE AGRO-PASTORALE DI ROCCAMORICE

Giampiero Di Federico (guida alpina)
NEVE, ROCCIA, NATURA, STORIA. PER UN TURISMO POLIVALENTE SULLA MAIELLA


- INTERVENTI E PROPOSTE -


Modera Marco Solfanelli
Presidente Associazione Editori Abruzzesi



Fin dalla mattina, in Località Passo Tettone di Roccamorice, si terrà un raduno popolare delle "genti della montagna".
Raduno montano “Su le vestigia degli antichi padri”


lunedì 4 agosto 2014

Arturo Bernava vince il Premio dell'Editoria Abruzzese "Città di Roccamorice" 2014

Domenica 3 agosto 2014, Aruto Bernava, con il romanzo SCARPETTE BIANCHE (Edizioni Solfanelli), ha vinto il Premio dell'Editoria Abruzzese "Città di Roccamorice" 2014, assegnato annualmente alle migliori opere pubblicate dagli editori abruzzesi.
Il romanzo "Scarpette bianche", uscito lo scorso anno e presentato in anteprima al Salone del Libro di Torino, e ora già alla seconda edizione, ha vinto un altro primo premio al concorso Premio internazionale “Martucci – Valenzano” (BA)· Inoltre è giunto secondo nei concorsi Premio Parco Majella di Abbateggio (PE) e al Premio “V terre, golfo dei Poeti” di La Spezia. Infine è stato finalista nei concorsi “Scriviamo insieme” di Roma, al Premio internazionale Città di Como e al premio “San Domenichino” di Massa (MS).


domenica 27 luglio 2014

Premio dell’Editoria Abruzzese - Città di Roccamorice (sabato 2 e domenica 3 agosto 2014)

Sabato 2 e Domenica 3 agosto 2014, presso la Sala Teatrale Comunale "don Donato Bianco" di ROCCAMORICE, si svolgerà la manifestazione conclusiva del Premio dell'Editoria Abruzzese "Città di Roccamorice", a cura dell’Associazione Editori Abruzzesi e del Comune di Roccamorice.

La Giuria del Premio ha scelto le opere Finaliste e Vincitori delle 2 Sezioni del Premio: a) Libro di autore abruzzese di Narrativa – Poesie – Saggistica; b) Libro di autore non abruzzese di Narrativa – Poesia – Saggistica.
Sabato 2 agosto, nel corso di un incontro pubblico verranno presentati i 2 autori Vincitori della Sezione b) del Premio. A seguire i 9 autori abruzzesi finalisti della Sezione a) presenteranno le loro opere e la Giuria ne trarrà elementi per stabilire la classifica finale.
La proclamazione dei Vincitori delle Sezioni dedicate agli Autori abruzzesi avverrà al momento della cerimonia di premiazione di Domenica 3 agosto.

Nel corso della Manifestazione, domenica 3 agosto 2014 alle ore 17:30, l'Associazione degli Editori Abruzzesi assegnerà i "Premi perla promozione e diffusione della cultura e della editoria abruzzese 2014" a cinque personalità che nel corso del biennio 2013-2014 si sono distinte per particolari meriti.

Inoltre il Comune di Roccamorice assegnerà il Premio per laCultura "Città di Roccamorice" 2014, con la seguente motivazione: «Per l'eccezionale profilo di studioso e per il ruolo di coscienza critica della comunità abruzzese assunto negli anni con ineguagliabile autorevolezza e indipendenza di giudizio», allo storico RAFFAELE COLAPIETRA.
Il riconoscimento verrà consegnato da Alessandro D'Ascanio (Sindaco di Roccamorice) e Marco Solfanelli (Presidente dell'Associazione Editori Abruzzesi), sabato 2 agosto 2014 alle ore 18:00.

In conclusione di ciascuna serata sono previsti 2 concerti.

La presentazione dell'intera Manifestazione sarà condotta, come lo scorso anni, da Elena Costa.




PROGRAMMA DELLA MANIFESTAZIONE


Sabato 2 Agosto 2014

ore 17,30 Saluti istituzionali e Presentazione del Premio

ore 18,00 Cerimonia di consegna del Premio per la Cultura "Città di Roccamorice" 2014

ore 18,30 Incontro con i 2 autori vincitori della sezione b) Libro di autore non abruzzese

ore 19,00 Incontro con i 9 autori finalisti della sezione a) Libro di autore abruzzese

ore 20,30 Brunch letterario (Euro 10,00)

ore 21:30 Concerto di Alfredo SCOGNA: SERENATE A MAMME. Performance musicale sulle poesie di Modesto Della Porta



Domenica 3 Agosto 2014

ore 17,30 Saluti istituzionali e Presentazione del Premio

ore 18,00 Cerimonia di consegna del "Premio per la promozione e diffusione della cultura e dell’editoria abruzzese"

ore 18,30 Cerimonia di Premiazione dei vincitori e finalisti delle due sezioni del Premio

ore 20,30 Brunch letterario (Euro 10,00)

ore 21,30 Concerto THE OPERA FATAL con Niccolò Pelusi, Dario Ricchizzi, Maria Cristina Solfanelli e Yuri Sablone



Sala Teatrale Comunale "don Donato Bianco"
Tel. 085 8572132 – Fax 085 8572358 – comune.roccamorice@tin.it




martedì 1 luglio 2014

Poesia e Impresa, dal 2 luglio "I mercoledì d'autore"

Mercoledì 2 luglio ad Atessa presso  Arte In  di Chiara Campagnolo, Ascom Abruzzo inizia un primo ciclo di manifestazioni culturali “Poesia e Impresa”, dedicati alla realtà artistica in relazione all’impresa economica. Alle 19:00 sarà presentato “Chiaro di fiore”, raccolta di poesie della giornalista Serena Giannico, pubblicata per Tabula Fati.

«Come ogni attività umana non può sottrarsi dalla complessità degli aspetti e le attitudini della persona, abbiamo inteso aprire il campo di questa iniziativa puntando sulle attività letterarie, sulla poesia e sulla scrittura. Vogliamo ribadire con questi appuntamenti di mercoledì d’autore, sparsi per tutta la regione, dove un’immagine concreta del giacimento culturale di cui Abruzzo dispone, che  può rivelarsi come aspetto costitutivo anche delle altre attività e in primo luogo, quelle commerciali. Come la storia ci insegna, le attività commerciali si sono sparse nel mondo adottando sempre a loro fianco, come valido rispecchiamento, la musica, la letteratura, la pittura. Tristi destini sono riservati a quei paesi che rifuggono dal perseguire una via equilibrata tra progresso materiale e sviluppo sociale e artistico. Ogni appuntamento presenterà un autore e un’impresa, ma sarà anche ulteriore occasione di dibattito sulle prospettive di sviluppo futuro con uno sguardo molto preciso, dall’Adriatico all’ Oriente per una internazionalizzazione di arte e di impresa.»

Partecipano al primo ciclo di “Poesia e Impresa” nomi noti della letteratura abruzzese: Pina Allegrino, Serena Giannico, Nicoletta Di Gregorio, Daniela Quieti, Vito Moretti, Cristina Mosca, Massimo Pamio, Massimo Pasqualone, Remo Rapino, Federica D'Amato, Nicoletta  Fazio, Sandro de Nobile. Presenta gli incontri Rolando D’Alonzo.

«L’iniziativa di Ascom Abruzzo vuole ricalcare ancora una volta il luminoso esempio di Adriano Olivetti, che negli anni Sessanta attuò per primo il concetto di comunità, nella quale agiscono con pari diritto e entusiasmo artisti e impresa. Il nostro è un ambizioso obiettivo, che vuole evidenziare l’idea che l’impresa stessa oggi ha bisogno di maturare una visione diversa del mondo, dando spazio a fervida immaginazione, a progetti di rinnovamento, che sono i percorsi intesi per le arti. Per essere vincente, deve sviluppare al massimo la funzione di innovazione o anche d’impulso alla trasformazione, in cui intervengono l’intuizione, la creatività, il progetto e il programma dell’avvenire, ma solo la cultura incontra questioni di etica, di estetica, di arte e di poesia, e occorre che trovi qualcosa che non è già scritto, un senso alle parole e all’impresa, che nessuno ha trovato prima. Questo è l’atto d’invenzione poetica, l’atto dell’imprenditore moderno, la grande sfida per l’impresa del terzo millennio.»

giovedì 26 giugno 2014

Convegno: Legalità e sicurezza: “quali prospettive per lo sviluppo locale? (Silvi Marina, venerdì 27 giugno 2014, ore 10.00)

SILVI marina
venerdì 27 giugno 2014, ore 10.00
Aula magna - Scuola “Leonardo Da Vinci” - via L. Da vinci

PROGRAMMA DEI LAVORI

Saluti di
Francesco Comignani - Sindaco Comune di Silvi
Robert Verrocchio - Sindaco Comune di Pineto
Dr. Giovanni Febo - Questore Teramo

Interventi di
Magg. Giovanni Cichella
Comandante la Polizia Locale del Cerrano, Pineto - Silvi


Lgt. Antonio Tricarico
Comandante Stazione Carabinieri Silvi

Dr. David Ferrante Ph.D.
Sociologo

Moderatore
Paolo De Carolis

11.30
Snack and Coffee Break
Ai partecipanti verrà rilasciato un attestato






giovedì 3 aprile 2014

“Lulù aiutami tu” un film di Bruno Spadaccini, tratto da un’operetta di Edoardo Di Loreto e Ugo Di Santo



LANCIANO, Venerdì 11 aprile (alle ore 18,00 - 21,00 - 22,45) e Sabato 12 aprile (alle ore 18,00) verrà proiettato in prima regionale, al CiakCity di Rocca San Giovanni, Multisala del Thema Polycenter, il film “Lulù aiutami tu” con sceneggiatura e regia di Bruno Spadaccini.
Il regista frentano, poeta, autore di prestigiosi testi teatrali in lingua e romanziere, esprime la lancianesità in forme nobili senza indulgere nella provincialità. Il prof. Giovanni Nativio, storico, recentemente scomparso, ha scritto di Spadaccini: «… all’etica della sua scrittura corrispondono contenuti e ideali propri della spiritualità abruzzese di più alto livello.»
Il film “Lulù aiutami tu” sottolinea ed esalta la situazione delle famiglie abruzzesi agli albori del miracolo economico. Esso è ambientato nella primavera del 1955, quando ancora il centro-sud e il sud significavano “emigrazione”.
Allora, alcune famiglie vestivano con gli abiti che giungevano dai “parenti americani” con pacchi che contenevano cioccolato e gomme da masticare. Divenne, per pochi fortunati, un modo di agghindarsi stravagante e estemporaneo, ma che aveva posto al bando le vecchie toppe e il rovesciare dei vestiti; questo spiega, nel lungometraggio l’uso dei costumi un po’ avanguardistici di alcuni personaggi, in particolare Donna Matilde, Vituccio e Claretta.
Nel film lo zio, Don Pasquale, in controtendenza, ritorna dall’America con la fortuna accumulata in molti anni di espatrio. Diventa così il vero miracolo per il benessere del nucleo famigliare di Donna Rosaria. Così ha commentato il regista: «Ho voluto Don Pasquale assolutamente vestito di bianco e non come un gagà tipico dei personaggi di avanspettacolo di quelli con bastoncino e cappellaccio ripetutamente fatto ondeggiare in testa nello scimmiottamento di consumati modelli del “varietà”. Il bianco è il colore di tutte le cose possibili.»
Don Pasquale, è il prodigio popolare del realizzabile.
Nella versione cinematografica che dura un’ora e quaranta minuti (mentre l’originale versione teatrale del 1945 era ti tre ore), il film conserva gli esaltanti temi musicali di Ugo Di Santo, ma le armonie e le arie sgorgono dal cuore e dal pensiero, quasi mai dalle labbra. In esso sono esclusi superflui ornamenti danzanti efficaci negli spettacoli di “rivista” ma non in tutti quelli cinematografici.
Le musiche e le arie sono state tutte curate da Massimina Spinelli, maestro concertatore Mauro Giuliante, tutte registrate presso lo Studio Massicanto.
Gli attori sono nella maggior parte lancianesi: Arianna Gargarella, Giulio Cirillo, Massimina Spinelli (anche aiuto regista), Loredana Saccomandi (anche direttrice di produzione), Tommy Oliva, Alessandra Mastrocola, Vittorio Oliva, Natalino Memmo, Roberto Pierini, Tony Corvettiero, Rosanna Scutece; con l’amichevole e straordinaria partecipazione del Complesso Bandistico “Tanino De Vincentiis” di Lanciano.
Il film si è avvalso del patrocinio del Comune di Lanciano, della Provincia di Chieti e della Ferrovia Sangritana che ha messo a disposizione gli spazi della Stazione Storica e un treno dell’epoca con i suoi conduttori, nelle persone di Maurizio Di Martino e Simone Andrea.



Nota per eventuali precisazioni rivolgersi ai numeri 204114191 - 3288770421

mercoledì 5 marzo 2014

“CATTOLICI SENZA COMPROMESSI: CONTRO IL NORMALISMO POLITICO ED ECCLESIATICO” (Civitella del Tronto 7-8-9 marzo 2014




INCONTRO DELLA FEDELISSIMA CIVITELLA DEL TRONTO
NEL RICORDO DI GIOVANNI TATONI - FLAVIO DI STEFANO - MARINO SOLFANELLI

“CATTOLICI SENZA COMPROMESSI: CONTRO IL NORMALISMO POLITICO ED ECCLESIATICO”
Il Beato Carlo I d’Asburgo Imperatore e Re


Civitella del Tronto
venerdì 7, sabato 8 e domenica 9 marzo 2014

PROGRAMMA


— Venerdì 7 marzo

Ore 18.30 – S. Messa in rito romano antico.

Ore 21.00 – Via Crucis con fiaccole per le vie del paese; al termine, benedizione dei partecipanti con la Croce.


— Sabato 8 marzo

Ore 08.30 – S. Messa in rito romano antico.

Ore 09.30 – Inizio dei lavori fino alle ore 13.00.

Ore 15.00 – Ripresa dei lavori.

Ore 19.30 - Fine dei lavori.


— Domenica 9 marzo

Ore 09.30 – Hotel Fortezza: S. Messa in rito romano antico celebrata dal M.R. don Pierpaolo Petrucci, in memoria dei Caduti di Civitella e dei Martiri della Tradizione.

Ore 11.00 – Processione dei fedeli con la recita del S. Rosario verso la Rocca.

Ore 12.00 – Piazzaforte della “Fedelissima” Civitella del Tronto: alzabandiera.

Ore 12.30 – Nella Chiesa di S. Jacopo alla Rocca benedizione ai Caduti in difesa di Civitella.

Ore 13.30 – Riunione conviviale e “Arrivederci al 2015”.

La riunione conviviale di domenica si terrà presso l’Hotel Fortezza.



PROGRAMMA PER LA GIORNATA DI SABATO

Lettura del messaggio del M.R. don Giorgio Maffei, Cappellano dell’Anti 89

Prolusione al Convegno:

Pucci Cipriani – Direttore di “Controrivoluzione”

Saluto del M.R. Don Pierpaolo Petrucci Superiore del Distretto Italiano del FSSPX e dell’on. Fabrizio Di Stefano


INTERVENTI (dalle 09,30 alle 13,00)

— Marco Solfanelli (Editore): saluto e presentazione delle novità editoriali

— Ascanio Ruschi (Presidente della Comunione Tradizionale) e Francesco Dal Pozzo (Ordinario di Filosofia del Diritto dell’Università di Perugia): presentazione della quarta edizione della Marcia per la Vita

— Massimo de Leonardis (Ordinario di Storia delle Relazioni Internazionali e Direttore del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università del Sacro Cuore di Milano): “Dall’Europa dei Santi (San Pio X, Beato Carlo d’Asburgo) all’Europa dei banchieri”

— Roberto dal Bosco (Saggista): “Estasi e orrore del tramonto occidentale”

— Danilo Quinto (Scrittore): “L'Europa tra Sodoma e Gomorra”

— Alessandro Gnocchi (giornalista e scrittore): “La crisi del sacro e la Chiesa inginocchiata di fronte al mondo”


INTERVENTI (dalle 15,30 alle 19,30)

— Paolo Deotto (Direttore di Riscossa Cristiana): “Quali garanzie in Italia per una politica realmente senza compromessi”

— Luciano Garibaldi (Storico e Giornalista): “Gli anni spezzati: da Calabresi a Mario Sossi”

— Elisabetta Frezza e Patrizia Fermani: Presentazione del Comitato “Nel nome dell’Infanzia”

— Cristina Siccardi (Saggista): “L’inverno della Chiesa dopo il Concilio Vaticano II”

— Guido Scatizzi (Studente Universitario): “Lex Orandi e Lex Credendi: la distruzione della liturgia”

— Carlo Manetti (Saggista): “I Francescani dell’Immacolata: un caso che fa discutere”

— Roberto de Mattei (Docente di Storia del Cristianesimo e Preside della Facoltà di Storia presso l’Università Europea di Roma - Presidente della “Fondazione Lepanto”): “Concilio Vaticano II: una storia mai scritta”


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I lavori del Convegno si terranno presso l’Hotel “Fortezza” di Civitella del Tronto (TE).

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lunedì 27 gennaio 2014

Cerimonia funebre per la scomparsa dell'editore Marino Solfanelli

La cerimonia funebre per la scomparsa dell'editore Marino Solfanelli si svolgerà Martedì 28 Gennaio alle ore 15:30 nella Cappella dell'Obitorio del Camposanto di Chieti.

Celebrerà la funzione religiosa il sac. don Ugo Carandino, dell'Istituto Mater Boni Consilii, con il rito romano antico.



Marino Solfanelli (Chieti, 17/09/1925 - 26/01/2014), è stato iscritto all'Albo dei Giornalisti dal 1957 (Tessera n. 60323) e ha ricevuto il 23 marzo 2002 una medaglia ricordo per i quarantacinque anni di iscrizione.
Dal 1955 al 1970 è stato Redattore Capo della Redazione di Chieti del quotidiano “Il Tempo”. In tempi diversi ha collaborato con i quotidiani: “Il Corriere della Sera”, “Il Gazzettino di Venezia”, “Il Mattino di Napoli”, “Il Secolo d'Italia“, “Linea”.
Esperto di Pubbliche Relazioni, Promozioni vendite, Ricerche di mercato, ha collaborato con Istituti di Ricerche, Fondi Comuni di Investimento, Assicurazioni. Negli anni Sessanta è stato consulente per le Pubbliche Relazioni della Marwin Gelber (già Camiceria Adriatica).
Esperto di editoria, nel 1961 ha fondato e diretto, sino al 1995, la Casa editrice Marino Solfanelli Editore, di rilevanza e prestigio nazionale. Successivamente ha collaborato con le Edizioni Tabula fati e Solfanelli del figlio Marco.
Ha fondato e diretto diversi periodici fra i quali “L'Alternativa” del Centro Studi Politici e Costituzionali del prof. Giacinto Auriti.
Per oltre cinquanta anni, è stato editore e direttore dell'Agenzia di informazione “ABRUZZOpress”, che ha diffuso — per le pubblicazioni abruzzesi sparse nel mondo — notizie di attualità, politica, cultura e tradizioni popolari della regione.
Ha pubblicato la silloge poetica "Lu ciòcchele", la raccolta di racconti "I racconti del cavolo" e un racconto lungo "Un amore nella bufera", più volte ristampati.



venerdì 27 dicembre 2013

La fine del diritto e la società della disperazione (di Antonio Pimpini)

Il Paese che, a giusta ragione, era definito la culla del diritto, ora è divenuto il postribolo del rovescio, lo è in tutto, quindi anche nella macchina della giustizia.
Ancora una volta, gli interventi settoriali e malfatti, proposti da una masnada di buoni a nulli, appaiono volti unicamente ad impedire il soddisfacimento della sete di giustizia, addirittura facendo apparire come conquiste di civiltà veri atti iniquità e di devastazione di conquiste acquisite al patrimonio comune. Ma è ormai in atto un disegno criminoso delle istituzioni  e della casta (la vera e la più pericolosa) della Magistratura, con la complicità di parte dei media, per delegittimare tutti i presidi di garanzia del cittadino, creare uno stato di polizia in tutti i campi, fiscale, civile, tributario, pubblica sicurezza, prevenzione, sport.
Come se non bastasse, la privacy, o meglio, il diritto alla riservatezza, è ormai svuotato di ogni contenuto, per essere stato soppiantato dallo spionaggio continuo in ogni settore, dal profilo ludico a quello finanziario, nessuno escluso.
Ma andiamo con ordine. La recente puntata della trasmissione killer su raitre, Report, ha dedicato ampio spazio ad una sorta di valutazione comparata (e sinceramente unilaterale, oltre che atecnica) tra la giustizia penale italiana e quella americana e inglese (come se dovessimo emulare esempi di paesi lontani anni luce dalla nostra cultura giuridica e dalla civiltà in generale). In tale contesto, la lente del giustizialista – giornalista puntava il dito sulla prescrizione del reato, descrivendola come la causa principale – udite udite - del mal funzionamento della giustizia italiana. Inoltre, tale istituto, di assoluta civiltà e garantismo, veniva mostrato come abusato dai difensori e, in maniera particolare, da chi poteva ottenere differimenti sine die perché principe del foro o plurimandatario in cause importanti.
All’improvviso l’accorto giornalista poneva la domanda al meraviglioso magistrato intervistato nel servizio, precisamente se la prescrizione esisteva negli ordinamenti americano e inglese e il magistrato intervistato cosa faceva? Immediatamente, a conferma della sua efficienza in tempo reale, telefonava dinanzi alla telecamera ai suoi colleghi inglesi e americano, ai quali prima chiedeva lumi sull’esistenza della prescrizione del reato e poi sulla eventuale adozioni nei loro Paesi dell’amnistia e dell’indulto. La risposta era ovviamente negativa per entrambe le domande, tanto che poi si approfondiva la questione e il messaggio che si dava al telespettatore era, peraltro espressamente invocato per il tramite di altro tecnico del diritto del common law, la possibilità di perseguire chiunque per qualsiasi reato e in ogni tempo, senza la presenza di questo fardello della prescrizione. Spenta, la televisione mi sentivo assalire da una grande preoccupazione. Gli interventi del legislatore sulla normativa sostanziale e processuale erano, dal dopoguerra in poi, caratterizzati da isterismo, tecnica di redazione delle norme a dir poco allegra, introduzioni di istituti ibridi e da normative spesso contraddittorie, ma, almeno sino al 1989 – 1990, la spinta al processo accusatorio, quale espressione principale di garanzia e presidio di giustizia, aveva tenuto alto il profilo della tutela dell’imputato, tanto che il meraviglioso meccanismo del codice Rocco, poteva essere soppiantato solo da una riforma ispirata ad esigenze superiori di tutela del soggetto sottoposto a procedimento penale. Fino ad oggi nessuno aveva mai posto in discussione le garanzie di cui devono godere gli imputati e i meccanismi previsti dal codice di rito per salvaguardarle.
Ma il tentativo, chiarissimo e sfrontato, con cui si tendeva a far breccia nelle ignare coscienze dei telespettatori attraverso l’abrogazione della prescrizione, è un chiaro tentativo di violare il diritto di difesa e, nel contempo, l’altro, non di poco conto, di sollevare la magistratura dal dovere di agire e lavorare nel rispetto della legge, garantendo al massimo l’imputato (chiunque esso sia), evitando che la giustizia si trasformi in arbitrio.
Infatti, chiunque può trovarsi sottoposto a procedimento penale (e nella maggior parte dei casi risulterà del tutto estraneo ai fatti), per cui la predeterminazione di un termine entro il quale lo Stato possa sottoporlo a processo non costituisce affatto fattore criminogeno, ma scelta di civiltà giuridica che non può essere inficiata dall’abuso o dalle storture che possono comunque esserci nell’uso di qualsiasi strumento e funzione, anche la più lecita e legittima. Immaginiamo cosa accadrebbe se un soggetto dovesse subire a 50 anni un processo per aver partecipato ad una rissa a 19 anni!
Dopo pochi giorni, il governo si affacciava nuovamente alla ribalta con una roboante conferenza stampa, dove sfoggiava la soluzione per il sovraffollamento delle carceri, inserendo anche alcune chicche per il processo civile. La preoccupazione iniziale si trasforma in stato d’ansia.
Per quanto riguarda l’ignobile problema degli istituti di pena, a fronte di una popolazione carceraria che eccede di circa 30.000 unità quella che le strutture riescono a contenere, si profila una soluzione che, senza automaticità – come ha avuto modo di affermare tronfia il ministro dell’ingiustizia e del doppio peso – potrebbe semmai interessare 1.700 detenuti. Quindi, nessuna soluzione, la questione resta gravissima e lo stato di chi è recluso permane al di sotto della soglia animale.
Ma sulla giustizia civile il disegno criminoso e liberticida del governo diviene definitiva certezza.
Ecco, in breve, le proposte confluite nel ddl, dopo che nell’estate scorsa, erano stati aumentati i contributi per le iscrizioni e ruolo della cause fino alla metà in più per l’appello e il doppio per il ricorso in Cassazione.
a)      Scelta del rito rimessa all’arbitrio o eufemisticamente alla discrezionalità del Giudice, a condizione che la causa sia di semplice soluzione. Scelta difficile, poiché tutte le cause sono semplici se si colpisce nel segno, così come diventano difficili se si assumono decisioni errate. L’eliminazione del principio dispositivo impedisce il concreto esercizio del diritto di difesa anche in ordine al diritto alla prova, poiché, se il giudice trasforma il rito, la parte non avrà più la possibilità di recuperare sul piano istruttorio e la verità processuale, minima espressione di giustizia sostanziale, va a farsi benedire in attesa dell’esecuzione.  
b)     Viene introdotto il Giudice unico anche in II grado per determinate cause, così il controllo che consegue ad una composizione collegiale e lo stimolo a migliore verifica diventano chimere di tempi passati e aneliti da sopprimere;
c)      Motivazione  apparente e a pagamento in I grado, poiché si consente al giudice di effettuare un semplice e mero richiamo ai fatti causa accompagnato alla semplice indicazione delle disposizioni legislative sulla base delle quali l’autorità giudiziaria ha deciso in un senso o nell’altro. La motivazione potrà essere solo richiesta dalle parti, ma queste dovranno versare una quota, al momento non chiarita né esattamente determinata, del contributo unificato per il grado di appello, per poter comprendere le ragioni della scelta operato dal giudice. Chissà, poi, se i proventi (estorsivi) per conoscere le ragioni di un accoglimento o un rigetto, andranno a creare un fondo incentivante per i Magistrati ! Penso che una scelta del genere non meriti altro appellativo per chi l’ha approvato in sede di cdm (consiglio dei mascalzoni) di vergognarsi. E’ la fine del diritto e l’inizio del rovescio, con il definitivo riconoscimento del potere assoluto dei giudici non più sottomessi alla legge, alla motivazione e al controllo nei gradi successivi, ma semplicemente alle loro scelte meramente potestative e, quindi, all’arbitrio. Il sistema dei controlli, che garantisce lo stato democratico vale per tutti tranne per i magistrati che decidono, però, su tutti e li segnano a vita. L’approvazione di un parlamento non più rispondente a coscienza morale ma ad ordini di scuderia anche se questi calpestano i diritti basilari, consentirà all’ingiustizia di fare purtroppo il suo corso legislativo.
d)     La motivazione diventa apparente e finanche per relationem in II grado. In altri termini, in appello la Corte, che già per alcune materie potrà decidere in composizione monocratica e nella forma della petizione di principio come indicato nel punto b), potrà legittimamente riportarsi, nella decisione di II grado, alle motivazioni (di per se già telegrafiche e spesso criptiche) del giudice di prime cure, senza alcun altro adempimento! L’abrogazione della motivazione coniugata all’insussistente fase del riesame della decisione di I grado costituisce segnale di una barbarie giuridica che evidentemente è seconda solo a quella morale e di onestà culturale di chi l’ha pensata e di chi l’approverà.
e)      E’ stata anche pensata l’introduzione della condanna preventiva ad una somma di denaro per gli obblighi di facere infungibili, in merito alla quale andrà verificato il criterio, poiché non è legittimo consentire al giudice di creare una sanzione civile indiretta.
f)       È prevista anche l’introduzione, non si comprende come e sulla base di quali presupposti, di un accertamento tecnico preventivo nelle materie particolarmente tecniche. La questione delicata è se tale scelta costituisca condizione di procedibilità e, soprattutto, se l’esito dell’accertamento condizioni la domanda. Inoltre, come creare il contraddittorio all’interno della fase di accertamento, tenuto conto che l’acquisizione probatoria preventiva non può essere certamente procedimentalizzata, ma deve garantire il contraddittorio al fine di epurare errori tecnici, che pur esistono e che dovranno essere epurati prevedendo che l’accertamento tecnico, che sicuramente non è una sentenza che passa in giudicato, debba avere una fase di controllo e verifica. Diversamente, l’ingiustizia è completa, ma forse è propria questa la ratio cui tende il nostro legislatore.
g)      Diverrebbe possibile, altresì, per gli Ufficiali Giudiziari, nel momento in cui eseguono il pignoramento, accedere alle banche dati per meglio conoscere il patrimonio del debitore. La circostanza, pur se apprezzabile, non deve condurre all’aumento dei costi per il soggetto procedente e comunque deve essere una scelta discrezione di quest’ultimo, altrimenti si giungere a forme di vessazione del soggetto creditore non soddisfatto, come è avvenuto con il famigerato istituto delle vendite giudiziarie che, oltre ad aver spesso surrettiziamente condizionato aste solo apparenti, ha anche costituito fonte di gravosi ed ingiustificati costi.
Tali improvvide scelte, che – peraltro – si aggiungono ad una gestione delle sentenze utilizzando la condanna alle spese di lite come strumento deflattivo, così che la sentenza sbagliata resta confermata per la paura di costi elevati in caso di appello. La finalità di sconsigliare l’appello, facendo cadere una mannaia finanziaria pesante su chi lo propone, non è altro che la conferma del grave disagio che viviamo, perché chi si rivolge alla giustizia viene criminalizzato e non affiancato, come dovrebbe essere quale logico corollario di un processo di prossimità tra cittadino e stato.
Ai predetti rilievi deva aggiungersi che la macchina della giustizia funziona, in verità, grazie ad un elevato contenzioso affidato e smaltito dai Giudici di Pace, magistrati onorari, privi di alcuna stabilità e che saranno ad horas drasticamente ridotti. Il contenzioso affidato alla indicata magistratura onoraria non è affatto inferiore a quello dei togati ed anzi consente una riduzione dell’aggravio per i Tribunale mai considerato sino a fondo. Al Giudice di Pace si aggiunge la pretora di VPO (avvocati o laureati in giurisprudenza che hanno svolto specifiche mansioni riconosciuto come cause d’accesso alla carica onoraria) che sgravano i PM togati dalla udienze fiume e dal lavoro in trincea e i GOT (avvocati che si dedicano a funzioni giurisdizionali sempre onorarie e non retribuite), che in alcuni realtà giudiziarie rappresentano la colonna portante del Tribunale e ne consentono ancora un barlume di efficienza.  Tutti questi soggetti sono i veri precari della giustizia, anche se sino ad oggi sono stati stabilizzati con proroghe sine die, e sono posti – in verità – al servizio del magistrato togato, poiché ne riducono sensibilmente il lavoro consentendogli carichi di lavoro sicuramente sostenibili.
Ebbene, a chi già ha generalmente benefici, riconoscimenti, poche spese, tempo per se e per la famiglia e, circostanza di una gravità assoluta, alcuna responsabilità per i propri atti (se i Magistrati applicassero su se stessi la rigida e pesante mano sanzionatoria derivanti dal solco giurisprudenziale attuato per i casi di responsabilità medica, quanti ne rimarrebbero in servizio?), vogliamo anche ritenerli per legge non obbligati a lavorare. Via la motivazione, introduzione di sentenza prestampate con meri richiami, anche con semplici crocette, alle norme invocate, rinvio per relationem a sentenze che già in primo grado sono del tutto apparenti, Giudice unico in appallo e via dicendo. Diciamola tutta, lo Stato è diventato punitivo e sanzionatorio per chi ha in animo di agire in giudizio, contestualmente creando una mostruosa casta che lavora se, quando, quanto e, soprattutto, come vuole, senza che alcun altro soggetto possa controllarla. Tra breve si immetteranno i dati in un computer e, dopo pochi secondi, esce la sentenza, così via i giudizi, gli avvocati, i cancellieri e avremo la società degli schedati.
Se poi aggiungiamo le vessazioni del sistema tributario e fiscale, il disservizio sistemico della pubblica amministrazione, la fine della sovranità monetaria, la truffa del debito pubblico, la funzione politica ridotta ad esattore di un’Europa ingorda ed usuraia, il quadro è completo. La scusa della riduzione dell’inesistente debito pubblico con i tagli e gli enormi costi sociali, crea l’espulsione di milioni di persone dal livello minimo di vita: mi chiedo cosa resta dell’Italia?
Il sistema bancario che crea moneta virtuale e indebita l’intera collettività, l’agenzia delle entrate che vessa i cittadini ed agisce con la famigerata Equitalia in evidente conflitto d’interessi e con una sorta di cappio al collo.
E’ la società della disperazione e per uscirvi  non può esservi altra scelta che la rivoluzione.
Infine, il terrore mi assale, quando ascolto il Presidente del Consiglio Letta che, per giustificare la pressione fiscale in una della solite riunione tra i vari ministri europei, asserviti alla grande finanza, in risposta alla giornalista che gli chiedeva come potrà essere sopportata una pressione fiscale sempre maggiore, risponde candidamente o malignamente: “Non possiamo mica stampare denaro” !!!
Caro Letta, ma se uno stato non stampa denaro che senso ha? Riflettici! Poi però ho riflettuto anch’io e mi sono domandato, ma lo ha detto perché si riconosce impotente dinanzi al sistema bancario  e della grande finanza che ci domina e che riserva il signoraggio primario alla BCE o perché non lo sa?
Il terrore ora è anche coniugato disperazione, quella che ti prende quando capisci che il tessuto di una società è stato minato in radice e l’indebolimento delle  coscienze è giunto fino al punto da farci accettare supinamente ogni affermazione e decisione, anche quella che ci porterà alla fine.
A noi la scelta, accettare o ribellarci per ritrovare la speranza di un mondo migliore.


Antonio Pimpini

mercoledì 11 dicembre 2013

Bando del Premio John Fante Opera Prima 2014

FESTIVAL LETTERARIO ‘IL DIO DI MIO PADRE’ DEDICATO A JOHN FANTE
Torricella Peligna (Ch) - Abruzzo


Comunicato Stampa
con cortese preghiera di segnalazione


PREMIO JOHN FANTE OPERA PRIMA 2014

Il Comune di Torricella Peligna indice per il 2014 il nuovo bando del Premio John Fante Opera Prima.  
Il Premio John Fante Opera Prima è un concorso che si inserisce all’interno del Festival letterario ‘Il Dio di mio padre’ dedicato allo scrittore italoamericano originario di Torricella Peligna, con l’intento di sostenere e valorizzare le opere degli scrittori esordienti italiani.
Il premio prende spunto dalle vicende di Arturo Bandini, il giovane aspirante scrittore protagonista dei romanzi più importanti di John Fante, da "Chiedi alla polvere" a "La strada per Los Angeles".

Sarà assegnato il Premio John Fante Opera Prima 2014 a un romanzo o una raccolta di racconti di uno scrittore esordiente. Il libro concorrente dev’essere un’opera prima scritta in lingua italiana ed edita in Italia nel corso dei dodici mesi precedenti il bando. La scadenza per la presentazione delle opere è stata fissata al 28 febbraio 2014. La premiazione si terrà la prossima estate durante la IX edizione del Festival letterario "Il Dio di mio padre" dedicato a John Fante, organizzato dal comune di Torricella Peligna, con la direzione artistica di Giovanna Di Lello.

La Giuria tecnica è composta dal presidente Francesco Durante (critico letterario ed esperto di letteratura italoamericana), Lucilla Sergiacomo (critico letterario) e Masolino D'Amico (critico letterario). La preselezione è a cura di un Comitato presieduto da Mario Cimini (docente di Letteratura italiana, Univ. G. D'Annunzio di Chieti).


Il bando è scaricabili dal sito www.johnfante.org

martedì 8 ottobre 2013

Novità editoriale: GENTILE E LA PSICOLOGIA di Lino Di Stefano (Edizioni Solfanelli)

Questo saggio pone l'accento - sperando di colmare la lacuna - su un aspetto, forse, poco conosciuto della produzione gentiliana e, cioè, quello relativo al problema della psicologia. Ciò, perché se è vero che il filosofo ha redatto opere di grande valore speculativo, è altrettanto certo che pochi studiosi hanno affrontato la questione "Gentile psicologo". Questi, grande pensatore - il maggiore del Novecento - è stato anche un insigne pedagogista, un illustre storico della filosofia, un acuto critico letterario e un dotato psicologo. E sebbene non abbia scritto un'opera specifica sull'argomento, è giocoforza riconoscere che egli in Teoria generale dello spirito come atto puro - in particolare in Sommario di pedagogia come scienza filosofica - in Difesa della filosofia e in La riforma dell'educazione, ha dimostrato, in molte pagine, la propria competenza in materia. Da lui vista per un verso, come scienza legata alla filosofia - di cui tra l'altro, insieme con la sociologia è figlia - e, per l'altro, come dottrina empirica. Alcune pagine sono dedicate anche ai temi del subconscio e dell'inconscio, a dimostrazione che il filosofo possedeva una preparazione completa in tali campi con autori citati sempre di prima mano.



Lino Di Stefano
GENTILE E LA PSICOLOGIA
Edizioni
Solfanelli
[ISBN-978-88-7497-831-1]
Pagg. 64 - € 7,00

http://www.edizionisolfanelli.it/gentileelapsicologia.htm


Novità editoriale: GABRIELE D'ANNUNZIO NELLE LETTERE A GIANCARLO MARONI (1936) di Ruggero Morghen (Edizioni Solfanelli)

Gabriele D'Annunzio nelle lettere a GianCarlo Maroni 1936. È l'anno della guerra d'Africa, dell'Agro redento, dei Littoriali e degli Agonali, mentre si celebra il decennale dell'Opera Barilla e il 13° della costituzione della Regia aeronautica. Due premi Nobel - Pirandello e la Deledda - muoiono; ad Arequipa in Perù nasce Vargas Llosa, che riceverà il Nobel nel 2010.
Mussolini annuncia il piano regolatore dell'economia e la riforma costituzionale. Galeazzo Ciano è ministro degli esteri, Lessona delle colonie, Lantini delle corporazioni. Alla stampa e propaganda va Dino Alfieri, cui d'Annunzio invia tramite il fidato Maroni alcuni "messaggi".
Un altro messaggio il fante carsico pescarese invia proprio al fante rivano GianCarlo Maroni, "magister de vivis lapidibus", collaboratore e fratelmo, il "custode del fuoco" in grado di parlargli delle vie terrestri e di quelle celate.
A maggio, tramite un medium, la Duse rassicura il poeta dall'aldilà: gli spiriti non soffrono la gelosia. Il Giro d'Italia fa tappa a Gardone. Vince Bartali, premiato da d'Annunzio senza entusiasmo. «Io stimo questa pubblicità - scrive - una Calamità.»
Prosegue frattanto la sua fitta corrispondenza con l'architetto Maroni. Ecco, nelle lettere, la costruzione di Schifamondo, il laborioso restauro della casa natale di Pescara, il dolce parrozzo di Luigi D'Amico offerto ai familiari di GianCarlo. Ecco i pellegrinaggi al Vittoriale. Dentro la cerchia triplice di mura, dove - come scrisse il poeta - «tradotto è in pietre vive quel libro religioso ch'io mi pensai preposto ai riti della Patria.»


  
Ruggero Morghen
GABRIELE D'ANNUNZIO

NELLE LETTERE A GIANCARLO MARONI (1936)
Edizioni Solfanelli
[ISBN-978-88-7497-795-6]
Pagg. 120 - € 10,00

http://www.edizionisolfanelli.it/dannunzioemaroni1936.htm

Novità editoriale: VERDI. IL TEATRO DEL DOLORE di Mario Dal Bello (Edizioni Solfanelli)

A 200 anni dalla nascita, la musica di Giuseppe Verdi è più viva che mai. Le sue opere vengono rappresentate in tutto il mondo. Ma chi era in effetti l'uomo che Rossini definiva "il compositore col casco", per via della irruenza delle sue melodie e altri l'"Orso di Busseto", per il carattere difficile? Per molti Verdi è solo il compositore del Risorgimento nazionale, l'autore di "Va' pensiero".-
L'uomo, in realtà, ci sfugge. Riservato come pochi, Verdi ha avvolto spesso la sua vita privata di un alone di mistero. Per fortuna è rimasta la musica.
Mario Dal Bello, ne ripercorre le tappe, analizzando il suo "teatro del dolore", dove le vicende dell'uomo vengono accostate e raccontate con un sentimento di profonda comprensione, di autentica pietas. Ne emerge - come scrive nell'introduzione il critico Enrico Girardi - alla fine la sensazione di "saperne di più anche sull'uomo Verdi" e non solo sulla sua straordinaria avventura artistica. La quale continua a commuoverci, perché - come ha scritto d'Annunzio - Verdi ha "pianto ed amato per tutti".

Mario Dal Bello, scrittore e giornalista, è critico d'arte musica e di cinema. Ha insegnato letteratura italiana in Italia e all'estero. Dal 1990 al 2012 è stato responsabile dell'Arte e spettacolo della rivista "Città Nuova". Collabora con riviste ed eventi culturali sia nazionali che internazionali.
Fra le sue pubblicazioni più recenti: "Inquieti, i giovani nel cinema italiano del duemila" (Effatà, Cantalupa 2009), "Le famiglie italiane sullo schermo" (La Scuola, Brescia 2011), "La Bibbia di Caravaggio" (Schnell & Steiner, Regensburg 2010), "Lorenzo Lotto, un incontro" (Libreria Editrice Vaticana, Roma 2011) e "Tintoretto, le visioni" (Libreria Editrice Vaticana, Roma 2012); "La leggenda nera. I Borgia" (Città Nuova, Roma 2012) e "Gli ultimi giorni dei Templari" (Città Nuova, Roma 2013).





Mario Dal Bello
VERDI. Il teatro del dolore
Prefazione di Edda Silvestri
Presentazione di Enrico Girardi
Edizioni Solfanelli
[ISBN-978-88-7497-826-7]
Pagg. 136 - ? 12,00

http://www.edizionisolfanelli.it/verdi.htm